7 months ago
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Lady Bird

Da domani nei cinema italiani, il film debutto di Greta Gerwig candidato a 5 premi Oscar

La 90esima edizione degli Oscar verrà ricordata come quella dei film indipendenti: in mezzo a giganti come Steven Spielberg e Guillermo Del Toro, infatti, ci sono anche Luca Guadagnino e Greta Gerwig, due registi che sono arrivati alla fase finale della premiazione con due produzioni low budget.

La storia personale della Gerwig, in particolare, somiglia tanto a una favola: l’attrice americana, apprezzata anche come sceneggiatrice dopo Mistress America, ha più volte tentato la strada della scrittura per il cinema ma, in una recente intervista con la conduttrice e comica Ellen DeGeneres, ha raccontato di essere stata rifiutata da tutte le scuole di drammaturgia. Oggi si ritrova con 5 candidature agli Oscar per Lady Bird, film che ha scritto e diretto, e che uscirà domani nelle sale italiane.

Il film si apre con una frase emblematica della scrittrice Joan Didion: “Chiunque parli di edonismo californiano, non ha mai passato il Natale a Sacramento”. È proprio in questa cittadina che è ambientato Lady Bird, la stessa nella quale Greta Gerwig è nata e cresciuta: non è la California alla moda che conosciamo dai film e dalle serie TV americane, ma quella di provincia. La protagonista del film è Christine, un’adolescente ribelle che frequenta l’ultimo anno di un liceo cattolico: è una ragazza irrequieta e creativa, che sogna di andar via da Sacramento per frequentare un’università che le consenta di cambiare vita. Il nome Christine non le piace e si fa chiamare “Lady Bird”, come la voglia che ha di volare via. La scuola le tarpa le ali e lo fa anche sua madre, un’infermiera che le impone regole che non riesce a rispettare; il padre, invece, proverà ad aiutarla a realizzare i suoi sogni anche dopo aver perso il lavoro. L’ultimo anno di scuola di Christine sarà anche quello dei primi amori, delle prime delusioni, del rapporto travagliato con la sua amica Julie, l’unica che le resterà accanto anche nei momenti più bui.

Lady Bird, primo film diretto dalla Gerwig, è un racconto di crescita, un’affettuosa lettera che la regista dedica agli adolescenti di oggi, ma anche alla sua giovinezza. Il film funziona grazie alle attrici Saoirse Ronan e Laurie Metcalf, rispettivamente nelle parti di Christine e la madre, che interpretano al meglio una sceneggiatura divertente e profonda. Nel cast spiccano anche i bravissimi Timothée Chalamet (Chiamami Col Tuo Nome) e Lucas Hedges (Manchester By The Sea, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri).

Nonostante i pregi, Lady Bird un difetto ce l’ha: la Gerwig scava nel personaggio principale, ma non abbastanza. Il film ha molto in comune con Chiamami Col Tuo Nome di Luca Guadagnino: sono entrambi film indipendenti e sono entrambi racconti del passaggio all’età adulta. Ma lì dove il regista italiano, anche grazie alla sceneggiatura di James Ivory, esplora i personaggi fino a muoverci alle lacrime, Greta Gerwig sembra scalfire a malapena la superficie.

Lady Bird resta comunque un’opera prima di tutto rispetto, in corsa per 5 Oscar: Miglior Film, Miglior Attrice Protagonista e Non Protagonista, Regia e Miglior Sceneggiatura Originale. La Gerwig ha delle possibilità in quest’ultima categoria, ma dovrà scontrarsi con i due favoriti della 90esima edizione degli Academy: La Forma dell’Acqua di Guillermo Del Toro e Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh.

 

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